Dott. Carmelo Podlupski Autore: Dott. Carmelo Podlupski Gastroenterologo

Cosa dobbiamo sapere del cancro al colon?

Il cancro al colon è un tipo di cancro molto agressivo

Il cancro al colon è un tipo di tumore molto aggressivo; se non prestiamo abbastanza attenzione o trascuriamo il trattamento, nella maggior parte dei casi conduce alla morte. Per prevenirlo bisogna eseguire la colonoscopia regolarmente, mentre il rischio lo possiamo ridurre con l’assunzione dei probiotici. La cura con i probiotici può essere utile anche come trattamento supplementare del carcinoma intestinale.

Il cancro intestinale può svilupparsi in qualsiasi tratto, è estremamente pericoloso e spesso fatale, eppure è uno dei tumori maligni più riconoscibili e prevenibili.

Tipi e cause del suo sviluppo

Esistono diversi tipi di cancro intestinale, il più comune è il cancro al colon, la cui incidenza è circa il 40% per tutte le malattie cancerogene intestinali. Mentre circa un quarto dei casi colpisce il colon sigmoideo detto anche sigma, ma la malattia non risparmia l'intestino tenue e nemmeno il colon-retto. Il cancro spesso è preceduto da polipi intestinali e lesioni della mucosa intestinale, come ulcere e ferite. E’ stato dimostrato che c’è una certa relazione tra la colite ulcerosa e la comparsa del cancro. La cattiva alimentazione e lo stile di vita sedentario ne aumentano significativamente il rischio. Secondo ricerche i cibi pronti e semilavorati, conservati in salamoia, quelli contenenti additivi, e l’eccessivo consumo di alcol e carni rosse, nonché la dieta povera di fibra aumentano il rischio del cancro intestinale.

Tra le cause del cancro al colon possiamo trovare anche malattie come il morbo di Chron, la colite ulcerativa e l’obesità provocata dal diabete di tipo 2. Anche una precedente diagnosi di cancro all’utero, al seno o al collo dell’utero sono fattori che aumentano il rischio di ammalarsi, così come le infezioni parassitarie, poichè i parassiti producono delle sostanze tossiche che possono danneggiare i tessuti.

Oltre a quanto sopra, è stata rilevata anche una certa tendenza ereditaria e il disturbo congenito degli organi. L'età invece è determinante, il cancro intestinale colpisce principalmente le persone sopra i 50 anni e per di più le donne. Pertanto, a 50 anni di età, è consigliato a tutti di farsi fare una colonoscopia. In caso di un risultato negativo ripetere l’esame ogni 10 anni.

Se in famiglia qualcuno ha già avuto un cancro all'intestino, conviene eseguire il primo test già prima dei 30 anni.

I sintomi del cancro al colon

I crampi di stomaco o intestino dopo i pasti possono essere dei sintomi del cancro al colon

Come già accennato, il cancro intestinale può essere prevenuto in modo relativamente facile, ma non perché i suoi sintomi siano chiari. Tutt’altro, i pazienti nella fase iniziale spesso sono senza sintomi e gli stessi che col tempo si verificano possono suggerire altri problemi gastrointestinali.

Nel caso del cancro intestinale l'esortazione che dice: è meglio prevenire che curare, è particolarmente vera, quindi quando sentiamo uno di questi sintomi, si consiglia assolutamente di consultare un medico:

  • diarrea e/o stitichezza cronica e loro alternanza,
  • costipazioni sempre più frequenti,
  • gonfiori ricorrenti,
  • bruciore di stomaco continuo, che non passa completamente nemmeno con l’utilizzo di antiacidi,
  • ritorno di cibo non digerito o di acido gastrico,
  • aumento della produzione di gas intestinale,
  • cattiva digestione continua,
  • vomito ricorrente, nausea,
  • crampi gastrici o intestinali dopo mangiato,
  • malessere, stanchezza.

Uno dei sintomi del cancro al colon già in stato di avanzamento è la perdita di peso. Può capitare che il paziente trovi disgusto per i piatti di carne, mentre i fumatori perdono il desiderio della nicotina. Una delle conseguenze del cancro all'intestino già sviluppato può essere il sangue nel vomito, dolore addominale costante, grave anemia, edema delle caviglie, la pigmentazione della pelle, e sangue nelle feci. Molte persone pensano che quest’ultimo sintomo segnali con certezza il cancro, ma questo non è del tutto vero, perché il sanguinamento non sempre si verifica, inoltre, il sangue può segnalare anche altre malattie, più frequentemente causata delle emorroidi. Tuttavia, conviene prendere sul serio anche questo sintomo, e cercarne la vera causa.

Gli stadi del cancro al colon

In base alla gravità il cancro del colon è suddiviso in cinque stadi (0, I, II, III, e IV):

Stadio 0: è la fase iniziale, il cancro si trova sulla superficie della parte interna della parete intestinale
Stadio I: il cancro si è diffuso sullo strato interno della parete intestinale
Stadio II: il cancro si è diffuso ulteriormente nel tessuto muscoloso della parete intestinale
Stadio III: il cancro si è diffuso ai linfonodi
Stadio IV: il cancro si è diffuso agli altri organi, si sono già formate le metastasi

Trattamento del cancro al colon

Il trattamento del cancro al colon può avvenire in vari modi

Il trattamento del cancro al colon può avvenire in svariati modi, tuttavia i risultati migliori si hanno quando si può asportare del tutto il tumore con un intervento chirurgico. Oltre all’intervento chirurgico, hanno un ruolo chiave la radioterapia e la chemioterapia, così come alcuni trattamenti di sostegno mirati.

L’asportazione del tratto intestinale attaccato dal tumore rappresenta la soluzione chirurgica tradizionale. In caso di tumori diagnosticati allo stadio precoce, questo metodo può portare alla totale guarigione dei pazienti. La colectomia tuttavia è un intervento molto serio, e nelle fasi avanzate non solo viene asportato il tumore, ma anche i tessuti cancerosi cricostanti ed i linfonodi, per evitare eventuali ricadute o metastasi. Se il tratto intestinale asportato è piccolo, il taglio viene suturato con dei punti, ma in caso di asportazione di un tratto più lungo, si crea un’apertura sull’addome chiamata stoma, attraverso la quale vengono eliminate le feci che vanno a finire in un apposito sacchetto che aderisce alla parete addominale. Si tratta di una soluzione che i pazienti accettano molto difficilmente. Per il trattamento del cancro al colon si può optare anche per una laparoscopia (intervento chirurgico con piccole incisioni), che viene eseguito tramite un endoscopio. Il vantaggio è che non è necessario tagliare l’addome, perchè l’intervento avviene con  3-4 piccolissime incisioni che permettono di inserire l’endoscopio per operare all’interno. E’ un intervento che comporta rischi minimi, e le piccole ferite hanno un tempo di guarigione molto rapido.

La radioterapia viene impiegata soprattutto nel trattamento del cancro al retto. La chemioterapia mira alla distruzione delle cellule cancerose attraverso la somministrazione di medicinali antitumorali. Al contrario della radioterapia, la chemioterapia non è un metodo che agisce localemente, ma su tutto l’organismo nel suo insieme. L’intervento chirurgico in genere viene seguito da sedute di radioterapia o chemioterapia, a seconda del tipo di intervento e dello stadio della malattia, ma anche da trattamenti biologici.

Come possono aiutare i probiotici?

I batteri benefici della flora intestinale ovvero i probiotici, giocano un ruolo molto importare nel preservare l'integrità della mucosa intestinale. Si tratta di elaborare le fibre prebiotiche (polisaccaridi) arrivate nel tratto digerente. Gli acidi grassi a catena corta (acido acetico, propionico e acido butirrico) generati durante il processo alimentano le cellule della mucosa intestinale, accelerano la guarigione delle possibili lesioni e delle ulcere.

L’acido butirrico, insieme alla glutammina è una delle fonti più potenti di energia delle cellule della parete intestinale, contribuisce alla loro proliferazione e alla loro sana crescita. Il suo ulteriore effetto è di ostacolare la crescita delle cellule tumorali, riducendo così il rischio del cancro intestinale.

Le ricerche dell’Università della California (UCLA) hanno provato che il batterio probiotico bacillus polyfermenticus può prevenire la crescita del tumore, in condizioni cliniche può essere utilizzato come trattamento profilattico per la prevenzione del cancro al colon.

Non dobbiamo dimenticare che consumando probiotici possiamo rafforzare il sistema immunitario, che è essenziale sia per la prevenzione che per il trattamento del cancro all'intestino. La chiave è l'equilibrio della flora batterica intestinale, se questo dovesse venire a meno, ovvero i batteri probiotici fossero in minoranza, il nostro organismo avrebbe molto meno probabilità di combattere contro il cancro.

La soluzione quindi è l'assunzione della maggiore quantità possibile di probiotici tramite gli alimenti giusti come yogurt con flora viva, crauti, soia fermentata, cetrioli fermentati. Con questi alimenti l’unico problema è che non piacciono a tutti, bisognerebbe mangiarne in quantità e in più non contengono tutti i ceppi di batteri necessari.

Agiremo con lungimiranza se il consumo frequente di alimenti probiotici lo rinforziamo con gli integratori alimentari probiotici di alta qualità. Facciamo attenzione che la composizione del preparato comprenda almeno 8-10 ceppi di batteri vivi. La scelta migliore sono i simbiotici  perché in essi oltre ai batteri ci sono anche le fibre prebiotiche essenziali, indispensabili per la loro proliferazione.

Per prevenire il cancro del colon è importante eliminare dall’organismo le tossine e i vari accumuli, perciò si consiglia di effettuare una cura di pulizia intestinale e disintossicante almeno una volta all’anno.

Screening per il cancro al colon

Lo screening per il cancro al colon può salvare la vita

Le probabilità di guarigione del cancro al colon, se scoperto in tempo, sono molto buone, ma è indispensabile sottoporsi allo screening per il cancro al colon. L’esame di laboratorio delle feci è idoneo solo per evidenziare la presenza di sangue occulto nelle feci, ma il sangue può essere cuasato anche da altri motivi. D’altro canto, un risultato negativo non è sempre certo, poichè il cancro al colon non ha sempre come sintomo il sangue.

Il metodo più idoneo per lo screening del cancro al colon è la colonoscopia, poichè con essa si possono scoprire anche le prime alterazioni dei tessuti, anzi durante questo esame è possibile operare per eliminare eventuali polipi senza alcun dolore. Per poter escludere la diagnosi di cancro al colon talvolta è indispensabile una biposia, ma in alcuni casi la malattia viene diagnosticata con metodi come CT o MRI. Molti affrontano con paura e timore la colonoscopia. Oggi però questo esame viene effettuato con una leggera sedazione o in anestesia totale, e nel caso in cui si scelga di rimanere svegli può causare del dolore provocato dall’aria che viene soffiata all’interno del colon, oppure durante il passaggio del tubo all’interno delle anse più curve del colon. Non richiede ricovero ospedaliero, ma nei 3-4 giorni precedenti all’esame si deve seguire uno speciale regime dietetico e assumere una notevole quantità di liquidi per ripulire a fondo l’intestino. La sera prima della colonoscopia si deve prendere un lassativo ed in certi casi ricorrere anche ad un clisma. Dopodichè viene introdotto nell’ano un tubo lungo circa 1,5 metri molto sottile, con all’estremità una luce e una videocamera. Successivamente nell’intestino viene introdotta dell’aria  per dilatare le pareti intestinali e rendere più visibili  eventuali polipi nascosti, tumori e infiammazioni. Se durante l’esame il medico rileva la presenza di polipi maligni con lo stesso strumento può anche procedere alla loro eliminazione. Durante la colonoscopia si possono prelevare anche campioni di tessuto per sottoporli ad una biopsia, che può fornire maggiori informazioni sulla presenza di eventuali anomalie o alterazioni.

Un’alternativa della colonoscopia è rappresentata dal clisma opaco a doppio contrasto, chiamato anche irrigoscopia, che pur dando la visione indiretta del colon permette soltanto di osservare il colon senza poter intervenire sulle formazioni sospette.

Fonti:
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4420487/
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/16969130
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/20520982
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2796096/

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