Dott. Carmelo Podlupski Autore: Dott. Carmelo Podlupski Gastroenterologo

Tutto quello che c'è da sapere sui capperi

I capperi fin dall'antichità vengono utilizzati come rimedio naturale tradizionale

I capperi agli occhi di molte persone, sono solo uno dei molti ingredienti utilizzati per preparare il cibo. Sono gustosi è vero, ma hanno anche molti benefici sorprendenti per la salute. Poiché sono ricchi di composti bioattivi e hanno effetti farmacologici, sono un efficace rimedio naturale vegetale per tante malattie.

Negli ultimi decenni, è stata prestata una crescente attenzione agli effetti sulla salute degli alimenti ricchi di polifenoli. Parliamo anche del cappero (Capparis spinosa), che contiene una vasta gamma di componenti fitochimici bioattivi. I principi attivi isolati dalle diverse parti della pianta - in cui i boccioli dei fiori immaturi sono i capperi - sono individualmente o collettivamente responsabili delle proprietà farmacologiche.

I capperi sono parte integrante della cucina mediterranea. Un cucchiaio di capperi contiene solo due calorie, ma di antiossidanti, fitonutrienti e vitamine contiene in abbondanza. Varie parti, tra cui bocciolo, frutto e radice, sono state utilizzate come rimedio tradizionali fin dall'antichità. In Egitto, le sue radici sono state utilizzate per trattare le malattie del fegato e dei reni, a Roma per la paralisi, in Marocco per il diabete, nel Pakistan settentrionale per i disturbi mentali, in Iran per le emorroidi e la gotta. Nella medicina tradizionale cinese invece vengono usate contro l'artrite reumatoide e la gotta. I frutti del cappero non sono da confondere con i capperi. Questi ultimi derivano dal bocciolo dell'arbusto, mentre i frutti sono i cosiddetti cucunci. Entrambi vengono conservati sotto aceto, ma il frutto è più dolciastro.

Cosa contengono?

I capperi contengono minerali come ferro, calcio, rame e sodio. Contiengono vitamine A e K, niacina e riboflavina, e certamente fibre. Hanno una grande quantità di flavonoidi tra cui kaempferolo, rutina e quercetina (tutti e tre gli antiossidanti molto efficaci). Gli antiossidanti sono noti per il loro aiuto nel legare i radicali liberi dannosi, i quali causano infiammazioni, cancro e malattie della pelle. Secondo recenti ricerche, la quercetina ha effetti analgesici, antinfiammatori, antibatterici e antivirali. I capperi contengono anche tocoferoli e carotenoidi, glucosinolati contenenti zolfo, terpenoidi e polisaccaridi. I glucosinolati sono metaboliti vegetali secondari che sono farmacologicamente importanti in quanto svolgono un ruolo nella prevenzione delle malattie e nella riduzione del rischio di cancerogenesi.

Tre studi hanno dimostrato che i semi di Capparis spinosa contengono due principali acidi grassi insaturi, l’acido linoleico e l’acido oleico, che migliorano la salute cardiovascolare. Gli oli dei suoi semi contengono altri acidi grassi, come la miristicina, la stearina e l’acido palmitico. La rutina dato che lega i radicali liberi, rafforza i capillari e inibisce la formazione di coaguli di sangue nei vasi. Riduce i livelli di lipoproteina a bassa densità (LDL). Sebbene studi che esaminano le diverse parti dei capperi, riferiscono di molte attività farmacologiche, però non vi sono ancora informazioni conclusive al riguardo. Gli studi spesso deducono relazioni causali tra le sostanze bioattive dei capperi spinosi.

Quali sono gli effetti benefici?

I vari farmaci possono avere effetti collaterali distruttivi. Pertanto, le piante curative, tra cui i capperi, possono in molti casi essere un'alternativa terapeutica. Abbiamo raccolto le più importanti proprietà benefiche del Capparis spinosa.

Epatoprotettivo

In uno studio clinico su 44 persone con malattia del fegato grasso analcolica (NAFLD), 40-50 g di capperi al giorno hanno ridotto la gravità della malattia e il livello dei due importanti marcatori del danno epatico - ALT e AST. [1] L'acido draconico dell'estratto di cappero ha ridotto i danni agli organi nei ratti causati dalle varie tossine, e ha impedito la morte degli epatociti. [2] Nei topi, alte dosi dell’estratto di capperi (400 mg/kg) e quercetina (20 mg/kg) hanno ridotto i danni al fegato causati dalle tossine. [3] Sono necessari ulteriori studi clinici per testare il ruolo dei capperi in questo campo.

Il tallio, in particolare i suoi composti salici, è una sostanza estremamente tossica. L'avvelenamento da tallio è comune in molti paesi del mondo, causa danni sistemici diffusi, specialmente nel fegato. In uno studio nei ratti avvelenati con tallio che hanno subito danni al fegato, è stato valutato l'effetto epatoprotettivo dell'estratto della frutta. Hanno diviso in tre gruppi casuali 36 ratti bianchi albini maschi e femmine. Il primo gruppo era il gruppo normale (controllo negativo) e il secondo era il gruppo del tallio (controllo positivo), in cui ai ratti erano somministrati 10 mg/kg di tallio. Nel terzo gruppo, i ratti hanno ricevuto 200 mg/kg di estratto di frutta per 5 giorni consecutivi prima della dose dei 10 mg/kg di tallio. I risultati mostrano che i valori di transaminasi epatica AST e ALT a causa dell'avvelenamento da tallio sono diminuiti significativamente, mentre gli esami istologici nei ratti che hanno ricevuto la frutta dei capperi hanno mostrato la diminuzione dei danni ai tessuti epatici rispetto al gruppo del tallio. [4.]

In alcuni esperimenti, è stato osservato un legame diretto tra l'estratto di cappero e le più importanti cause patogene della NAFLD, tra cui la resistenza all'insulina, i livelli di glucosio nel sangue e il profilo lipidico nei pazienti diabetici. [5] Volevano sapere se il consumo giornaliero dei sottaceti di capperi (CFP) avrebbe avuto un effetto benefico sulla NAFLD. E’ stato condotto uno studio randomizzato in doppio cieco di 12 settimane su 44 persone con malattia del fegato grasso analcolica, utilizzando il metodo di randomizzazione a blocchi. I soggetti erano suddivisi in gruppi di controllo e di CFP. L'esame è avvenuto tra marzo e ottobre 2016. Il gruppo CFP ha ricevuto 40-50 grammi di CFP durante i pasti giornalieri. Prima e dopo il trattamento sono stati valutati i risultati antropometrici, i rapporti di lipoproteina e gli enzimi epatici. I risultati di questo studio suggeriscono che il consumo giornaliero di CFP per 12 settimane può potenzialmente prevenire le complicazioni cardiovascolari nei pazienti con NAFLD. Sono necessari ulteriori studi per confermare i risultati. [6.]

Sono ottimi anche per il diabete

Uno studio clinico randomizzato, in doppio cieco con gruppo di controllo placebo ha coinvolto 54 pazienti con diabete di tipo 2. I ricercatori hanno riferito che nei pazienti che hanno assunto 1.200 mg di estratto di capperi al giorno per 2 mesi, l'emoglobina glicole e i livelli di zucchero nel sangue a digiuno erano significativamente inferiori rispetto al gruppo di controllo. I risultati del loro studio hanno mostrato un miglioramento nei diabetici degli alti trigliceridi e dei livelli di glucosio nel sangue. [7] Capparis spinosa può quindi essere utile nel trattamento del fegato grasso e della sindrome metabolica, perché svolge un ruolo importante nell'inibire la gluconeogenesi nel fegato.

Favoriscono la perdita di peso

È stato dimostrato che i ratti diabetici alimentati con estratto acquoso di capperi (20 mg / kg) sperimentano una significativa perdita di peso dopo 2 settimane. [8] Un altro studio ha riferito che la somministrazione orale ripetuta dell’estratto acquoso dopo 2 settimane ha portato a un peso corporeo significativamente inferiore nei topi alimentati con una dieta ricca di grassi. Pertanto, sembra essere applicabile anche per perdere peso. Tuttavia, sono necessari ulteriori studi per confermare tali risultati.

Abbassano la pressione sanguigna

Nei ratti ipertesi, è stato riferito che la pressione sanguigna sistolica è diminuita significativamente già dopo solo 8 giorni durante la somministrazione dell’estratto acquoso della frutta di capperi in polvere (150 mg / kg) per 20 giorni. Aumenta l'escrezione degli elettroliti renali e inibisce l'attività dell'enzima di conversione dell'angiotensina (ACE), che è associato a un livello di pressione sanguigna più basso.

Proprietà antibatterica

Nello studio che esamina l'attività antibatterica del cappero spinoso, è stato riferito che il tasso di crescita di Deinococcus radiophilus è stato significativamente inibito dall'aggiunta di estratto acquoso delle radici della pianta, rispetto al gruppo di controllo. [9] Gli autori hanno dimostrato che l’estratto acquoso delle radici ha effetti inibitori contro batteri e funghi, tra cui Staphylococcus aureus, Klebsiella pneumoniae e Candida albicans. [10.]

Antinfiammatori

In uno studio in vivo sui topi, è stato riferito che i topi albini trattati con estratti di foglie di cappero spinoso, le dimensioni dell'edema diminuito molto rispetto al gruppo di controllo, dimostrando l'attività antinfiammatoria della pianta. Hanno anche scoperto che l’estratto ha ridotto significativamente lo spessore del derma e l'infiltrazione delle cellule immunitarie nel sito dell’infiammazione. Questi studi suggeriscono che gli estratti fogliari impediscono l'espressione delle citochine antinfiammatorie. [11.]

Contrastano i disturbi cognitivi

Capparis spinosa ha un potenziale effetto protettivo anche contro il deterioramento cognitivo. In uno studio, sono state somministrate iniezioni di lipoaccaride ai giovani ratti maschi, causando difficoltà di apprendimento e compromissione della memoria. L'estratto acquoso dei germogli del cappero ha significativamente trattenuto la neurodegenerazione, suggerendo che la pianta potrebbe essere utilizzata per trattare i disturbi cognitivi. [12.]

Fonti:

https://www.webmd.com/diet/health-benefits-capers
https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5852692/
 

1. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5788220
2. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/10433476/
3. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5755993/
4. https://www.seronijihou.com/article/evaluation-of-hepatoprotective-effects-of-capparis-spinosa-in-induced-thallium-poisoning-in-rats
5. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26445712/
6. https://sites.kowsarpub.com/ircmj/articles/63446.html
7. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/24050578/
8. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/15814271/
9. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/21328135/
10. https://content.sciendo.com/view/journals/hepo/60/1/article-p39.xml
11. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5282892
12. https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/26934780/

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