Dott. Carmelo Podlupski Autore: Dott. Carmelo Podlupski Gastroenterologo

Cirrosi epatica

La cirrosi epatica si manifesta con la distruzione delle cellule del fegato

Il fegato assiste a diverse centinaia di funzioni biologiche ed è un organo di vitale importanza per per la salute generale dell’organismo umano. E’ incredibilmente resistente ed è capace di autorigenerarsi. L’organismo tuttavia non è capace di far fronte a danni persistenti, e quindi la malattia col può degenerare in cirrosi epatica, ovvero insufficienza della funzionalità epatica.

La cirrosi epaticaè la conseguenza di una patologia del fegato, e si manifesta con la distruzione delle cellule epatiche e la loro sostituzione con interconnessioni cicatriziali irreversibili. A volte viene definita come malattia terminale del fegato, poichè spesso si manifesta come conseguenza di precedenti alterazioni, danni o lesioni della funzionalità del fegato, come le epatiti. Attualmente la malattia non è curabile, ovvero non può essere curata, ma esistono metodi per il trattamento di sintomi e possibili complicanze, impiegati per rallentare la sua progressiva degenerazione.

Tra le tante funzioni svolte dal fegato c’è anche quella importante di immagazzinare il glicogeno, una sostanza carburante attraverso la quale l’organismo ricava energia. Inoltre produce la bile, che aiuta a digerire i grassi, ed è responsabile della formazione di alcune sostanze coinvolte nei processi di coagulazione del sangue e della rigenerazione dei tessuti daneggiati. Oltre a smaltire l’alcol, le sostanze tossiche ed i medicinali dal sangue, drena il liquido in eccesso e protegge dalle infezioni. Possiamo così ben capire che danneggiando la funzionalità di questo importantissimo organo, favoriamo lo sviluppo di alterazioni e disturbi che col tempo potrebbero arrecare danni alla salute generale dell’organismo. Per fortuna il fegato è molto resistente e può essere capace di miracoli, continuando a funzionare e svolgere il suo lavoro anche se danneggiato, grazie alla sua capacità di autorigenerazione. Tuttavia non può farlo all’infinito.

Cause di cirrosi epatica

La cirrosi epatica è l’ultimo stadio del processo di cicatrizzazione del fegato (fibrosi) che si sviluppa in seguito ad alcune lesioni o patologie del fegato, come epatite e alcolismo cronico. Ogni volta che il fegato subisce un danno importante, dovuto sia a disturbi epatici che ad alcolismo o altro, esso prova ad autorigenerarsi. Durante il processo di autorigenerazione, per sostituire le parti del tessuto danneggiato, si vengono a formare nella sua struttura interna delle cicatrici. Queste però col tempo vanno a bloccare il flusso di sangue dal fegato, indebolendone la capacità di smaltire e filtrare i nutrienti, gli ormoni, i medicinali e le tossine. La cirrosi terminale è una condizione molto grave che può mettere in pericolo la salute umana ed essere letale. Se il danno epatico è consistente, resta solo la possibilità di trapianto.

Sono molte le malattie o condizioni patologiche che possono compromettere il lavoro del fegato e portare ad una diagnosi di cirrosi epatica. Tra queste alcune tra le più frequenti sono:

  • Alcolismo cronico, consumo eccessivo di bevande alcoliche
  • Epatite virale cronica (epatite B, C e D)
  • Fegato grasso (steatosi epatica)
  • Diabete
  • Accumulo di ferro nell’organismo (emocromatosi)
  • Fibrosi cistica
  • Accumulo di rame nel fegato (sindrome di Wilson)
  • Alterazioni o disturbi biliari (atresia delle vie biliari)
  • Carenza di Alfa-1 antitripsina
  • Disturbi congeniti del metabolismo dello zucchero (galattosemia o disturbo congenito della glicosilazione)
  • Disturbi congeniti della digestione (sindrome di Alagille)
  • Malattie autoimmuni del fegato (epatite autoimmune)
  • Patologie dei dotti biliari (cirrosi biliare primaria)
  • Indurimento e cicatrizzazione a livello biliare (colangite sclerosante primitiva)
  • Infezione, ad esempio sifilide o brucellosi
  • Medicinali, compresi metatressato o isionaside

Fattori di rischio

In generale il consumo eccessivo di alcol è uno dei maggiori fattori di sviluppo della cirrosi epatica. Il sovrappeso è un altro aspetto da tenere sotto controllo per la salvaguardia della salute epatica perchè avere chili in eccesso aumenta il rischio di sviluppare quelle condizioni che favoriscono l’insorgere della malattia (ad esempio epatite non alcolica). Non sempre le infezioni virali epatiche provocano uno stato infiammatorio cronico del fegato, ma se questo avviene aumentano le probabilità di lesioni degenerative epatiche. Chi soffre di diabete, usa droghe o vive una vita sessuale promiscua senza usare protezione ha maggiori probabilità di ammalarsi di cirrosi col tempo.

Sintomi di cirrosi epatica

Uno dei sintomi della malattia è il gonfiore

I sintomi dipendono dalla fase della malattia. In quella iniziale iniziale può succedere che non sia presente alcun sintomo, oppure che essi siano lievi e facilmente confondibili con quelli di altre malattie. I sintomi e le complicanze della cirrosi epatica che più comunemente si manifestano possono essere ittero alla pelle e delle pupille degli occhi, vomito con sangue, prurito alla cute. Oltre a questi sono sintomi frequenti:

  • Perdita di appetito, o inappetenza
  • Debolezza o stanchezza
  • Nausea
  • Gonfiore
  • Febbre
  • Calo ponderale improvviso
  • Sudorazione notturna

Altri segnali da prendere in considerazione sono i seguenti:

  • Ematomi ed emorragie
  • Colore giallastro della pelle e delle pupille (ittero)
  • Prurito alla cute
  • Edema alle gambe e alle caviglie dovuto a ristagni di liquido
  • Accumulo di liquidi nell’addome (ascite)
  • Urina di colore marrone o arancione
  • Feci chiare
  • Sangue nelle feci
  • Rossore dei palmi delle mani (eritema palmare)
  • Angiomi, piccole macchie rosse nella pelle (telangiectasie)
  • Negli uomini riduzione del desiderio sessuale, ingrossamento del petto(ginecomastia), atrofia dei testicoli
  • Nelle donne menopausa precoce
  • Confusione, difficoltà di concentrazione, perdita di memoria, disturbi di personalità
  • Tosse

Quali sono i quattro stadi della malattia?

  • Infiammazione. In questo stadio iniziale il fegato è ingrossato o infiammato, spesso può avere un inizio di steatosi epatica.
  • Fibrosi. Il fegato comincia a sostituire il tessuto epatico danneggiato con cicatrici
  • Cirrosi. Il processo di autorigenerazione ha sviluppato cicatrici fibrose tali da rendere difficoltose le normali funzioni epatiche
  • Cirrosi epatica terminale (ESLD)
  • Tumore del fegato

Le aspettative di sopravvivenza per i pazienti con cirrosi epatica terminale vanno dai 6 mesi ai 2 anni, e dipendono in gran parte dalle complicanze subentrate. Se non è possibile sottoporre il paziente al trapianto del fegato questo numero può ridursi fino alla metà.

Complicanze

Col tempo le pupille degli occhi e la cute assumono una colorazione giallastra

  • Ipertensione delle vene che alimentano il fegato (ipertonia portale). La cirrosi porta ad un rallentamento del normale flusso di sangue dal fegato, di conseguenza aumenta la pressione nella vena che fa affluire il sangue attraverso l’intestino e la milza. L’aumento di pressione nella vena portale può causare edema agli arti inferiori e all’addome (ascite), o ad entrambi se il fegato non è in grado di produrre una quantità sufficiente di globuli bianchi, ad esempio albumina. L’ipertonia portale, oltre a provocare l’ingrossamento della milza (splenomegalia), può causare la riduzione di globuli bianchi e piastrine. L’eccessiva pressione causata dall’ipertonia portale può portare persino alla rottura di piccole vene ma anche emorragie gravi. Inoltre può verificarsi la comparsa di varici nell’esofago (varici esofagee) o nello stomaco, dove a sua volta possono verificarsi eventi emorragici anche mortali. Se il fegato non è più in grado di produrre una quantità sufficiente di fattori di coagulazione del sangue aumenta il rischio di eventi emorragici. La malattia rende l’organismo più debole nei confronti delle infezioni. L’ascite batteriale può degenerare in peritonite, che è una condizione clinica molto grave. Con la cirrosi possono insorgere talvolta problemi di salute quali denutrizione e riduzione della capacità di assorbimento dei nutrienti, e quindi di conseguenza debolezza, stanchezza cronica e calo ponderale. Aumenta il rischio che le sostanze tossiche si accumulino nel cervello (encefalopatia epatica). Il fegato con cirrosi non è capace di eliminare attraverso il sangue le tossine, quindi queste possono accumularsi nel cervello e causare disturbi mentali, difficoltà di concentrazione, fino ad arrivare anche a gravi condizioni come encefalopatia epatica e coma epatico. L’ittero subentra quando il fegato malato non riesce più ad eliminare dal sangue l’eccesso di bilirubina, che è un prodotto del catabolismo dell’emoglobina. Questo porta ad una colorazione giallastra della cute e delle pupille e al colore scuro dell’urina. Alcuni pazienti con cirrosi sono più soggetti alla perdita di parte della massa ossea, cosa che comporta un aumento del rischio di fratture. L’insufficienza epatica acuta causata da malattie croniche del fegato è una possibile complicanza di cui non sono ancora note le cause.

Come avviene la diagnosi?

I malati di cirrosi in fase iniziale in genere non presentano sintomi. Spesso succede che la diagnosi viene fatta in seguito ad una visita, un’ecografia addominale o esami del sangue di routine, come ad esempio l’esame della bilirubina e di enzimi specifici, richiesti dai medici. Per controllare il funzionamento dei reni i medici richiedono in genere le analisi dei livelli di creatina nel sangue. La diagnosi infine viene confermata con esami di laboratorio di immagine come l’ecografia. La biopsia epatica o prelievo di un campione del tessuto epatico non è indispensabile, tuttavia il medico può prescriverla per identificare le cause dei problemi e valutarne la gravità. Nel caso in cui siano presenti complicanze, in particolare varici esofagee o tumore al fegato, i controlli periodici sono indispensabili.

Trattamento di cirrosi epatica. Come convivere con la diagnosi?

Il medico può consigliare diversi metodi di trattamento

Il trattamento della cirrosi avviene individuando la causa scatenante. La malattia attualmente non è curabile, tuttavia esistono vari modi per trattare i sintomi dei pazienti e per prevenire complicanze così come l’aggravarsi di una condizione clinica già difficile e compromessa. La scelta del metodo dipende dalla causa e dalla misura dei danni al fegato ed è necessario per la prevenzione di sintomi e tutte le complicanze causate dal processo di cicatrizzazione. Spesso richiede l’ospitalizzazione del malato.

Il trattamento dipende dalla causa e dalla misura dei danni al fegato ed è necessario per la prevenzione di sintomi ed eventuali complicanze causate  dal processo di cicatrizzazione. Spesso richiede l’ospitalizzazione del malato.

Trattamento della dipendenza alcolica: i soggetti che soffrono di cirrosi per eccessivo consumo di bevande alcoliche devono smettere di bere per evitare future complicazioni. Se il tentativo non ha successo conviene pensare ad una cura disintossicante. In realtà smettere di bere alcol in tutte le sue forme è indispensabile perchè anche minime quantità di alcol possono essere tossiche per il fegato.

Perdita di peso: Per i pazienti con cirrosi epatica non alcolica è consigliato modificare lo stile di vita adottando abitudini più sane tra cui seguire una dieta dimagrante o disintossicante, evitare gli alimenti dannosi, e svolgere un regolare esercizio fisico.

Farmaci per la cura della cirrosi: I medicinali possono limitare ulteriori danni cellulari causati da epatite B o C.

Nella maggior parte dei casi di cirrosi non gravi, ad esempio nei pazienti con cirrosi biliare primitiva, il trattamento farmacologico può servire a rallentare significativamente il processo di degenerazione.

Farmaci specifici vengono utilizzati per ridurre la comparsa di sintomi come prurito, stanchezza e dolore. Possono essere assunti degli integratori alimentari per impedire il dimagrimento e l’osteoporosi.

Nelle fasi più avanzate della patologia, ovvero quando siamo in presenza di insufficienza epatica, nessun farmaco può risolvere una situazione clinica così critica, e l’unica possibilità di cura rimane il trapianto del fegato.

Cura delle complicanze

L’alimentazione povera di sodio può contribuire ad espellere i liquidi in eccesso dall’organismo. I farmaci per trattare l’edema sono utilizzati in caso di ascite, un ristagno di liquido all’addome. Talvolta per ridurre la pressione e favorire il drenaggio è necessario intervenire chirurgicamente.

Alcuni farmaci antipertensivi sono utilizzati allo scopo di regolare la pressione presente nella vena di afflusso (ipertonia portale) ed impedire eventuali complicazioni come gravi emorragie interne. Il medico inoltre esegue periodicamente l’esame endoscopico per indagare la presenza o meno di varici nell’esofago o nello stomaco. Nella maggior parte dei casi di cirrosi più gravi nella vena viene inserita una sonda intrepatica portosistemica ai fini di ridurre la maggiore pressione del sangue.

In molti casi di infezione vengono prescritti antibiotici. Il medico molto probabilmente consiglierà anche la vaccinazione contro l’influenza, la polmonite e l’epatite.

A causa del maggior rischio di sviluppare tumore al fegato in futuro, il medico prescriverà periodicamente esami del sangue ed una visita ecografica addominale.

Talvolta si ritiene necessario prescrivere farmaci che aiutano a ridurre la presenza di sostanze tossiche nel sangue.

Nelle fasi più avanzate della malattia, quando il fegato smette di svolgere tutte le sue funzioni drenanti e purificanti, il trapianto resta l’unica soluzione. Il trapianto avviene sostituendo parte del fegato del malato con il fegato sano di un donatore vivo o deceduto. Nei pazienti affetti da cirrosi causata da un eccessivo consumo di bevande alcoliche le probabilità che dopo il trapianto riprendino il vizio del bere sono alte, perciò è indispensabile seguire un percorso di disintossicazione prima dell’intervento per smettere definitivamente di bere. Studi recenti tuttavia suggeriscono che la media di sopravvivenza in questi casi è simile a quella dei pazienti con altre malattie del fegato.

La ricerca sta lavorando allo scopo di ampliare le possibilità di cura di cirrosi, ma purtroppo con scarsi successi. In particolare si studiano terapie che mirano direttamente alle cellule del fegato, per impedire o rallentare il processo di fibrosi.

Stile di vita e metodi alternativi

Coloro che soffrono di cirrosi epatica dovrebbe evitare tutto ciò che può ulteriormente danneggiare il fegato. Ci sono infatti alcuni fattori di rischio aggiuntivi che dovrebbero essere presi in considerazione:

  • Sia che alla base ci sia il consumo di alcol o altro, evitiamo di bere alcol. Seguiamo una dieta povera di sodio poichè il sale trattiene i liquidi nell’organismo e ciò può aggravare il gonfiore agli arti inferiori e all’addome. Per insaporire i cibi, al posto del sale utilizziamo spezie ed erbe medicinali. I pazienti con questa malattia possono presentare talvolta segni di denutrizione e molti problemi a livello di assorbimento di nutrienti. Per contrastarla dovrebbero seguire una dieta ricca di frutta e verdura e a base di proteine magre, pollo e pesce. Evitiamo pesce crudo. La cirrosi sviluppa una minor capacità di resistenza dell’organiso e può rendere più difficoltoso combattere le infezioni. Cerchiamo quindi di evitare il contatto con persone contagiate e laviamo spesso le mani. Richiediamo il vaccino contro l’epatite A e B e l’influenza. Usiamo con prudenza i medicinali da banco. La cirrosi infatti rallenta lo smaltimento dei medicinali dal fegato.

Quali sono i metodi di cura alternativi?

Per curare le patologie del fegato sono da sempre utilizzate molti metodi alternativi a base di erbe medicinali, in particolare il cardo mariano. Secondo gli studi clinici però non ci sono prove sufficienti per dimostrare l’efficacia di qualsiasi erba medica per la cura della cirrosi. Alcuni metodi alternativi possono addirittura danneggiare ulteriormente un fegato indebolito. Consultiamo sempre il medico prima di intraprendere cure alternative, ed in presenza di sintomi sospetti richiediamo una visita allo specialistica.

Fonti:

https://my.clevelandclinic.org/health/diseases/15572-cirrhosis-of-the-liver
https://www.nhs.uk/conditions/cirrhosis/treatment/
https://www.mayoclinic.org/diseases-conditions/cirrhosis/diagnosis-treatment/drc-20351492
https://www.mayoclinic.org/diseases-conditions/cirrhosis/symptoms-causes/syc-20351487

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