Dott. Carmelo Podlupski Autore: Dott. Carmelo Podlupski Gastroenterologo

Quali sono le cause del reflusso? | Sintomi e trattamento con metodi naturali

Reflusso, malattia della civiltà

Il reflusso è una malattia della civiltà sempre più frequente che può raggiungere chiunque. Tuttavia, se conosciamo le cause e i primi sintomi, con buona probabilità sarà possibile evitare i disturbi più gravi. Inoltre, potremo trattare le malattie già esistenti, anche con metodi naturali.

Ha sovente il bruciore di stomaco? Ha male all'esofago? Sente sapori sgradevoli e acido in bocca? Quando compaiono diversi di questi sintomi insieme, è quasi sicuro che Lei soffre da reflusso gastroesofageo.

I sintomi della malattia da reflusso – chiamata GERD – sono molto spiacevoli. Sebbene si tratta di una malattia complessa, a volte può non mostrare alcun sintomo. Molte persone lo stesso tendono a confonderlo con il bruciore di stomaco semplice.

Sovente è causato dal cibo e dalla cattiva alimentazione, quindi possiamo ringraziare noi stessi.

Perché si sviluppa?

I succhi gastrici quando entrano nell'esofago, possono essere accompagnati da residui di cibo. Il disaggio del reflusso è spesso peggiorato dall’infiammazione dell’esofago. La sensazione forte di bruciore non colpisce solo la parte dietro lo stinco dell'esofago, ma molto spesso anche la gola. Questo può essere completato da un altro sintomo sgradevole, dal rutto acido.

Il cibo può tornare nell'esofago per svariati motivi, a seconda di cosa, e quanto abbiamo mangiato o bevuto. Questo di per sé non è una malattia, ma se accade spesso e/o dura a lungo, allora stiamo parlando di una condizione patologica. Nel corso della vita succede a tutti di avere bruciore di stomaco, o sentire l’acido gastrico nella bocca. Il reflusso è un problema comune, che colpisce almeno il 10-20% della popolazione europea. Si tratta infatti di una malattia della civiltà. È interessante sapere, che tra gli asiatici è molto più rara, e ci sono popoli per i quali è del tutto sconosciuta.

Sintomi del reflusso

Anche il bruciore di stomaco può essere un sintomo

Come già accennato, la malattia può essere asintomatica, ma questo accade raramente. I sintomi spesso si verificano insieme, e se no, nel corso del tempo i malati comunque li esperimentano tutti. E’ così ad esempio il bruciore insopportabile in gola. Un altro sintomo tipico ma meno frequente è il rigurgito del cibo acido, che può causare alito sgradevole, vomito e irritazione orale.

Quando ciò accade giornalmente, la qualità di vita viene significativamente compromessa.

Consideriamo ora più in dettaglio quali sono i sintomi più comuni::

  • Una sensazione di bruciore che può verificarsi nei casi più gravi, fino alla scapola o anche verso le orecchie.
  • Sensazione di bruciore, raschiamento nell'esofago e/o nella gola.
  • Ritorno di liquido acido con o senza cibo non digerito.
  • Alito acetonico.

Se le condizioni diventano regolari, i sintomi appaiono sempre più spesso e causano una sofferenza continua.

Il mattino subito dopo il risveglio inizia “da programma” con le fiamme in gola, poi il fenomeno scompare, per poi ritornare dopo aver mangiato. Secondo le osservazioni, spesso si fa sentire tra mezzanotte e le tre del mattino. Per un malato da reflusso, infatti, è meglio non mangiare già 3-4 ore prima di coricarsi. Fare movimenti immediatamente dopo aver mangiato aumenta il rischio di sofferenza. A volte basta piegarsi un paio di volte o mettersi semplicemente le scarpe, e il reflusso può innescarsi istantaneamente.

Segnali indiretti

Può capitare che la malattia non produca i detti sintomi. Comunque sia esistono “le campanelle d’allarme” ed esse indicano la probabile comparsa del problema:

  • difficoltà a deglutire,
  • sensazione di groppo in gola,
  • disturbi digestivi cronici,
  • gonfiore costante,
  • nausea frequente,
  • voce rauca,
  • attacchi di tosse,
  • singhiozzo ricorrente,
  • asma,
  • faringite nasale cronica,
  • perdita di peso senza motivo,
  • stanchezza costante, malumore,
  • dolori al torace simili ai sintomi dell'infarto,
  • otite frequenti,
  • mal di gola/infiammazione ingiustificata,
  • difficoltà respiratorie,
  • problemi di sonno.

Conseguenze gravi

La malattia da reflusso può essere accompagnata da ulcere, e in quasi un terzo dei casi da restringimento dell'esofago. Invece, la probabilità che non causi danni organici è appena 5%. Più a lungo persiste la condizione maggiori sono le probabilità di andare incontro a conseguenze gravi.

Cosa non dobbiamo mangiare?

Il reflusso GERD secondo uno studio polacco era più prevalente quando si consuma cibi grassi, fritti, acidi o molto conditi. Bere regolarmente il tè alla menta piperita contribuisce alla situazione. Secondo i ricercatori consumare solo 1-2 pasti al giorno o cenare troppo tardi la sera, aumenta il rischio. Ulteriori dettagli sulla ricerca e i risultati sono pubblicati nel Gastroenterology Review Journal.

Le cause del reflusso

La cattiva alimentazione può aiutare il suo sviluppo

Oltre alla cattiva alimentazione anche i problemi fisici e organici, i disturbi ormonali o l’uso prolungato di farmaci possono contribuire. Si riferisce principalmente a farmaci contenenti steroidi, e i vari sedativi. Essi rilassano la parte inferiore dell'esofago, facilitando così la risalita dei succhi gastrici. Ma a dire il vero anche un vestito un po’ stretto può facilitare il reflusso, specialmente esercitando una flessione a stomaco pieno. Il risultato può essere lo stesso anche quando ci si sdraia subito dopo un pasto un pò abbondante.

Dal punto di vista fisiologico, le cause possono essere due. 1. La parte inferiore dell'esofago che è collegata allo stomaco non si chiude correttamente. 2. A causa della pressione addominale la stessa si apre troppo facilmente. In entrambi i casi, il cibo non digerito e i succhi gastrici possono risalire nell'esofago.

La flora intestinale e il reflusso

Tra lo stato della flora intestinale e la malattia, può esserci una correlazione. Gli alimenti contenenti poca fibra, ricchi di additivi peggiorano la situazione. Così anche le bevande alcooliche e gassate. Come abbiamo visto, una tra le cause principali troviamo anche l'eccesso di cibo. Tutto ciò contribuisce alla degradazione della flora intestinale, che indebolisce il sistema immunitario. Questo succede perché il 70-80 per cento delle cellule immunitarie si trova nell’intestino. Quando nella flora intestinale i microorganismi nocivi sono in maggioranza, il sistema immunitario non funziona bene. E ancora una cosa: i batteri benefici della flora intestinale contribuiscono alla produzione delle vitamine e degli enzimi digestivi, quindi se il loro numero diminuisce, la digestione non sarà adeguata, questo può peggiorare il reflusso.

Può capitare anche il cosiddetto reflusso biliare. Significa che la bile arriva dall’intestino duodenale fino all’esofago, da dove può raggiungere la faringe. La chiusura dello sbocco inferiore dello stomaco, conosciuto anche come piloro è sicuramente debole.

L’eccesso di peso aumenta il rischio di questa malattia, ma quando essa ormai si è sviluppata, può causare perdita di peso. Soprattutto perché letteralmente toglie l'appetito. Il reflusso tipicamente si verifica nell'ultimo trimestre della gravidanza. La buona notizia è che, di solito dopo il parto cessa di esistere. La malattia che si verifica durante la gravidanza è dovuta principalmente alla "tempesta ormonale". Essa può essere provocata anche dalla posizione e i movimenti del bebè nella pancia.

Quali sono le conseguenze?

L'acido gastrico può causare uno stato di irritazione. A lungo andare porta allo sviluppo di varie ulcere nella parte superiore dello stomaco, nell'esofago, nella gola o cavità orale. Se il problema non si risolve in tempo, potrebbe diventare fonte di infezioni gravi. L’acido può causare anche problemi polmonari. In effetti, il reflusso a causa della tosse da irritazione potrebbe entrare nella trachea. In molti casi, espirare l'evaporazione acida è sufficiente a causare danni al tratto respiratorio.

Che la presenza costante degli acidi danneggia lo smalto dei denti è una certezza. Purtroppo si parla poco di quest'argomento, eppure è importante saperlo perché col tempo provoca le carie. Pertanto, si consiglia a chiunque soffra di questo disturbo, di lavarsi i denti sovente. Utilizzare un risciacquo orale antisettico può aiutare molto.

Uno dei tipi più gravi di questa malattia è il cosiddetto "Barrett esofago". Fortunatamente stiamo parlando di una patologia molto rara. Essa cambia la membrana mucosa dell'esofago sostituendola con la membrana mucosa che copre lo stomaco. Nella prima fase il processo può ancora essere invertito. Ma una volta trascurato, aumenta il rischio di sviluppare tumori nelle aree colpite.

Test per reflusso

L'autodiagnosi può sembrare semplice. Poiché i sintomi del reflusso possono indicare anche altre malattie (ad esempio il cancro), non la consigliamo. Questo può essere escluso testando i riduttori di acidità. Se questi non funzionassero entro poche settimane, sono necessari ulteriori test. Il medico può prescrivere esami specifici per l’esofago e stomaco, (gastroscopia) così come può richiedere il monitoraggio di 24 ore. Non sono esami piacevoli, ma dal momento che possono escludere la possibilità di malattie gravi, ne vale sicuramente la pena.

Trattamento del reflusso gastroesofageo

Nel trattamento del reflusso usiamo metodi naturali

Che il miglior trattamento sia la prevenzione è valido anche per la malattia da reflusso gastroesofageo. In caso di sovrappeso, (grasso addominale), si consiglia di iniziare una dieta dimagrante al più presto possibile. Vale la pena aiutare con la cura di pulizia intestinale e con quella disintossicante approfondita. Quest'ultima è importante perché migliora l'assorbimento dei nutrienti e regolarizza l'evacuazione.

Molte persone utilizzano gli antiacidi. E' vero, essi possono davvero aiutare, ma non eliminano le cause alla radice. Inoltre, possono mascherare i sintomi più gravi che devono essere affrontati. Pertanto, quando si ha il reflusso, è necessario consultare uno specialista. Sarà lui a determinare quale farmaco utilizzare, o se diventa necessario prescriverà la pompa protonica.

Gli esercizi fisici appropriati possono migliorare anche l'effetto dei farmaci. Uno dei migliori è lo yoga, che è raccomandato da uno studio universitario americano.

Dieta per il reflusso

Prima di tutto, passare a una dieta sana è assolutamente consigliabile. Evitiamo i cibi ricchi di additivi, in particolare i cibi pronti. Essi sconvolgono l'equilibrio della flora intestinale, sensibilizzando stomaco e intestino.

E’ meglio non fumare, poiché la nicotina e il catrame inalati eccitano fortemente l'esofago, e possono causare tosse e singhiozzo.

Non dobbiamo consumare alcol, caffè, bibite gassate, spezie forti o cibi fritti, in quanto irritano la mucosa. È vero che i peperoncini sono ottimi antiossidanti, ma se abbiamo il reflusso, mangiamone solo in piccole quantità.

Evitiamo gli agrumi, i pomodori e il cioccolato. Lo stesso vale per gli alimenti a base di farina e zucchero raffinati, cibi grassi o acetosi, perché essi possono peggiorare la situazione. È molto importante seguire la regola d’oro che consiglia di mangiare poco ma più volte: 4-5 volte al giorno. L'assunzione dei liquidi è altrettanto importante, almeno 2,5-3 litri tutti i giorni. E’ importante masticare i bocconi lentamente, poiché ricordiamo che la digestione inizia con la saliva. Saltando questo passo, è più probabile che il cibo mal introdotto dia poi problemi.

La fibra non è solo parte fondamentale della cura di pulizia intestinale, ma è efficace anche contro il gonfiore e la stitichezza.

Soluzioni naturali

L'aceto e il vino fatto di mele può aiutare contro il reflusso. All’apparenza sono acidi, ma in realtà bilanciano il valore pH del canale intestinale. così riducendo l'eccessiva produzione di acido gastrico. Questo vale anche per le mandorle e per i frutti secchi in generale, i quali sono ricchi di calcio. Ma attenzione ai dosaggi perché stiamo parlando di alimenti molto calorici. Alleviano i sintomi anche i cereali integrali e anche il riso integrale. Calmano la mucosa irritata e aiutano a prevenire/trattare le infiammazioni. Per alleviare i sintomi spiacevoli, si consiglia di utilizzare la tisana fatta dal cardo mariano e il plantago. Basta mettere 1-2 cucchiaini della miscela in acqua bollente, e sorseggiarla quando è tiepida.

Soluzione professional

Da solo o come parte del programma di pulizia intestinale, la fibra Clean Inside® allevia i problemi causati dal reflusso. Lega l'acido gastrico, che così non ritorna all'esofago e insieme alla fibra viene eliminato dall’organismo.

Fonti:

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC3734640/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4962685/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4223119/

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC4133436

https://www.my-personaltrainer.it/salute/reflusso-gastroesofageo.html

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