Dott.ssa Sara Rebeka Tóth Autore: Dott.ssa Sara Rebeka Tóth Medicina Interna

Tumori del fegato

Sui tumori del fegato in generale:

In quest’articolo vedremo quali sono i tumori del fegato sia benigni che maligni, i sintomi e i trattamenti utilizzabili, come vengono diagnosticati, e parliamo di dati statistici anche riguardo la sopravvivenza.

Il buon funzionamento del fegato che è il secondo organo più grande del corpo dopo la pelle, è fondamentale per avere una buona salute. E’ responsabile della disintossicazione dell’organismo, ovvero dell’eliminazione delle sostanze di scarto e i veleni, ed è importantissimo per l’elaborazione dei nutrienti perché produce la bile e molti enzimi necessari per la digestione.

Tra le cause oncologiche il tumore legato a questo organo è la terza causa di morte dopo il cancro ai polmoni e allo stomaco, ed è il più frequente tra coloro che sono affetti dal virus dell’epatite B e C. I tumori coinvolgono gli epatociti, i vasi o le vie biliari.

Per esempio in Italia il cancro al fegato ha un'incidenza di 20 casi su 100000 persone, soprattutto oltre i 50 anni. Questa è una situazione intermedia rispetto a quella mondiale. Ogni anno circa i due terzi dei nuovi casi è negli uomini.

Le statistiche rivelano, i tumori maligni prevalgono su quelli benigni. Tra le neoplasie epatiche, distinguiamo i tumori primitivi che nascono direttamente nel fegato, e quelli metastatici che hanno origine in altri organi.

PRINCIPALI CATEGORIE DI TUMORE EPATICO

  • Tumori benigni: normalmente non richiedono alcun trattamento o terapie particolari, se non una dieta adeguata.
  • Carcinoma epatocellulare: origina direttamente dalle epatociti, è conseguenza di epatopatie cronica o la cirrosi
  • Colangiocarcinoma: si sviluppano da un’infiammazione cronica delle vie biliari, sono piuttosto rari. Si differenziano in tre tipi, colangiociti, colangiocarcinoma periferico,colangiocarcinoma extraepatico.
  • Carcinoma della colecisti: si comporta in modo simile alla colangiocarcinoma extraepatico, ma origina dalla colecisti (cistifellea)
  • Metastasi epatiche: si tratta dei tumori più comuni, della proliferazione di cellule cancerogene di altri organi.

Tumore benigno al fegato: sintomi

I tumori che sono benigni, di solito vengono scoperti da un'ecografia fatta per altri motivi di salute. Generalmente infatti, questi sono asintomatici, ma i grandi sono accompagnati da dolori o da disagio addominale; e le eventuali complicazioni causano sintomi gravi.
Possono essere differenziate da diverse tipologia di immagini addominali: in tanti casi l'ecografia è sufficiente, ma può essere necessario eseguire l'esame TC, RM. In caso di incertezza, si considera anche il campionamento istologico.
La separazione dei tumori benigni dal cancro maligno è estremamente importante, poiché devono essere trattati e seguiti da regole professionali completamente diverse. Tumore al fegato sintomi, a seconda della tipologia:

Emangioma: è benigno di origine vascolare, considerata la più diffusa tra i vari tipi di neoplasie epatiche (prevalenza: 0,4-20%). La sua dimensione è variabile, a volte è soltanto di pochi millimetri, ma può crescere fino a 10-20 cm. E’ più comune tra le donne. L’estrogeno le fa crescere, perciò possono essere influenzate attraverso un trattamento ormonale e la gravidanza. Di solito non dà disturbi, ma quando è grande (> 10 cm), causa un lieve dolore o fastidio nella parte destra dell’addome. Raramente si rompe, causando sanguinamento e coaguli, che possono dare luogo a un dolore improvviso e più intenso. Di cure speciali o di rimozione chirurgica necessita raramente.

Iperplasia nodulare focale (FNH): le neoformazioni epatiche benigne sono più comuni fra le donne. Mostra un'immagine caratteristica (cicatrici a forma di stella). Prevalenza: fra 0,3-3%. Alcuni studi dimostrano, il loro sviluppo potrebbe essere associato all'uso di pillole anticoncezionali, ma al momento ciò non è chiaramente dimostrata. Raramente provoca sintomi, non diventa maligna e non richiede nessuna cura.

Adenoma epatico: si verifica principalmente nelle donne ed è associato all’assunzione di contraccettivi, dovuto agli effetti estrogenici. Di solito è asintomatico e causa disturbi addominali soltanto quando è di dimensioni maggiori. A volte si rompe e sanguina, il che provoca una “catastrofe” addominale acuta. La loro degenerazione maligna è possibile, richiede un attento monitoraggio, e in alcune occasioni la rimozione chirurgica è giustificata.

TUMORI DEL FEGATO CHE SIMULANO UN PROCESSO MALIGNO

Noduli rigenerativi: si verificano principalmente dopo la guarigione dal virus dell’epatite o nella cirrosi epatica. È importante differenziarli dal tumore del fegato maligno. I noduli stessi non richiedono una cura speciale.
Cisti: sono piuttosto comuni soprattutto sopra i 50 anni. Sono per lo più asintomatici e non richiedono trattamento. Per le cisti grandi, viene presa in considerazione l'aspirazione ecoguidata.
Cisti causati da parassiti (Echinococcus): la propagazione è simile a un carcinoma, il trattamento è complesso (chirurgico e farmacologico).
Ascesso: nasce a seguito di una grave infezione batterica o parassitaria. Oltre ai farmaci (terapia antibiotica o antiparassitaria mirate), sovente è necessaria la chirurgia.

Tumore maligno ("tumore al fegato primario", carcinoma epatocellulare, HCC)

Tumore al fegato maligno, cancro al fegato

Incidenza di HCC, dati epidemiologici

È relativamente comune nel mondo (secondo l'OMS, era il 7° tumore maligno più diffuso nel 2020), che si sviluppa sovente in una malattia epatica cronica preesistente. Ne consegue che si trova nelle aree in cui anche l'epatite virale è comune.
Secondo l'OMS, nel 2020 sono stati diagnosticati più di 900.000 casi, con il numero più alto in Asia (72,5% dei casi, ovvero quasi 610.000 pazienti), ma anche in Europa i casi erano più di 82.000. Si verifica di più fra gli uomini.

L’origine e i fattori di rischio dell'HCC

Lo sviluppo del tumore del fegato maligno, è un processo lungo e complicato in più fasi. Nell'80-90% dei casi si sviluppa nel fegato cirrotico (trasformato da tessuto connettivo).

CAUSE E FATTORI DI RISCHIO, LA MAGGIOR PARTE ELIMINABILI

La causa principale delle infezioni, delle malattie e così dei tumori è la nostra incapacità di prevenirli. Della prevenzione parliamo nel prossimo paragrafo, in quanto è un tasto particolarmente difficile ma decisivo.

  • malattia epatica alcolica, nelle fasi avanzate (cirrosi) che è originato dal consumo eccessivo di alcol, che è il fattore di rischio più importante. Infatti, il 90% degli epatocarcinomi si sviluppa da questa malattia.
  • infezioni croniche da virus dell'epatite (virus dell'epatite B, C, D),
  • fegato grasso,
  • obesità,
  • l’avanzare dell’età,
  • disturbi metabolici (emocromatosi, morbo di Wilson),
  • fumare,
  • diabete,
  • aflatossine (tossine prodotte dalle muffe).

PREVENZIONE: COME E’ POSSIBILE PREVENIRE IL CANCRO?

La prevenzione primaria consiste nell’identificazione ed eliminazione dei fattori di rischio sopra elencati, quindi fare tutto ciò possa aiutare a tenere sotto controllo il loro sviluppo. La prevenzione dei tumori comprende anche il cambio di stile di vita necessario per evitare le malattie e le situazioni che possono condurre al tumore. Quella secondaria invece si basa sui controlli clinici e strumentali fra cui anche la biopsia, al fine di scoprire precocemente le problematiche in via di sviluppo.

QUADRO CLINICO E SINTOMI TUMORI AL FEGATO HCC

Il tumore stesso in genere è asintomatico, e il più delle volte il quadro clinico è dominato dalla malattia epatica cronica sottostante.
Quando la condizione del paziente epatico precedentemente stabile improvvisamente inizia a deteriorarsi, ciò indica un processo maligno. Si verifica una significativa perdita di peso, compare la febbre, la debolezza aumenta, si sviluppa (o aumenta) l’ittero e anche i parametri di laboratorio mostrano una progressione.

Dolore addominale, disagio, gonfiore, nausea e vomito si verificano nei tumori grandi. A causa delle misure grandi, esso preme sul diaframma, causando mancanza di respiro.

Sintomi del cancro maligno del fegato

LA DIAGNOSI DI HCC, TEST, ESAMI E TRATTAMENTI A DISPOSIZIONE

I pazienti con malattia epatica cronica devono essere attentamente monitorati e devono sottoporsi regolarmente ad alcuni test (di laboratorio, di risonanza magnetica).
I tumori si sviluppano anche in un fegato sano, ma si dà raramente.

Quali esami può aspettarsi il paziente?

Registrazione di anamnesi e dei sintomi: si presta attenzione alle  malattie eventualmente già esistenti, e all'uso di sostanze (alcol, droghe).Esame obiettivo: in particolare della regione addominale, della pelle. Nel caso di un cancro al fegato di grandi dimensioni, o se l’organo è molto ingrossato le irregolarità sono palpabili. Tipicamente si verificano: ittero, ascite anormali e proliferazioni vascolari simili a ragnatele o meduse. La pelle può essere edematosa in tutto il corpo, con sanguinamenti minori.
Prelievi di sangue, test di laboratorio: il livello del marcatore tumorale AFP (alfa-fetoproteina) è sovente elevato nei tumori del fegato maligni (ma può essere elevato anche nei tumori epatici non specifici, e in altre malattie). L'AFP ha una sensibilità all'HCC di circa il 60% e una specificità di circa l'80%. L'AFP è utilizzato per monitorare l'efficacia di una terapia tumorale già mirata o per valutare sospette recidive.
I livelli degli enzimi epatici (bilirubina, GOT, GPT, GGT, ALP) nel caso di tumore del fegato sono elevati, quelli delle proteine ​​invece possono diminuire, mentre il tempo di coagulazione si prolunga, e i livelli di ammoniaca aumentano.
Esami per immagini: ecografia, esame TC/RM con mezzo di contrasto. La TC/RM è utilizzata per visualizzare l'estensione del carcinoma stesso e per valutare se ci sono metastasi vicine o lontane nel corpo. tomografia computerizzata (TAC), risonanza magnetica, elastografia epatica (FibroScan).
Prelievo di tessuto (biopsia epatica): simultaneamente è utilizzata per prelevarne un campione, che verrà poi esaminato. Questa diagnosi istologica accurata è fondamentale per tutti i carcinomi, poiché in molti casi ciò impone un’ulteriore cura specifica.

Opzioni per il trattamento dell'HCC

Sono a disposizione varie possibilità di trattamento oncologico complesse, che includono terapia chirurgica, farmacologica (chemio) e radioterapia. La decisione che riguarda la scelta della terapia di ogni singolo paziente, la prende - in base allo stadio del tumore del fegato e gli esami istologici, alle condizioni generali dei pazienti, e alle sue altre malattie coesistenti - il comitato oncologico costituito da diversi specialisti.

Soluzione chirurgica: si tratta della rimozione chirurgica della parte del fegato canceroso. L'estensione della resezione dipende dalle dimensioni e dalla posizione del tumore e, se necessario, viene rimosso anche un intero lobo. Purtroppo, solo in un piccolo numero di pazienti è possibile ricorrere alla soluzione chirurgica, perché il tumore è spesso rilevato in ritardo (o quando il grado di avanzamento è già troppo elevato, e le metastasi sono troppo distanti) oppure il fegato a causa delle malattie di base è "troppo malato" per essere preso in considerazione un trapianto.

Terapia farmacologica antineoplastica (chemioterapia): è utilizzata sovente in aggiunta al trattamento chirurgico, o da sola. Molte volte, nei casi avanzati, è considerata solo una soluzione palliativa (non duratura, solo sintomatica). Ormai esiste un metodo in cui gli agenti chemioterapici che distruggono il tessuto tumorale vengono introdotti non nella circolazione sistemica ma nei vasi sanguigni che portano al tumore stesso. In questo modo l'effetto del farmaco chemioterapico è potenziato localmente, e allo stesso tempo causa meno effetti collaterali generali.

Ora è già disponibile un nuovo tipo di farmaco antitumorale (farmaci che ostacolano la formazione dei vasi) che inibisce specificatamente la formazione e la crescita dei vasi sanguigni i quali lo alimentano, in modo che le cellule tumorali non ricevano abbastanza sangue e ossigeno, e non possano crescere e quindi muoiono.

Radioterapia: in questo cancro è usata poco.

Altre terapie: includono la legatura dei vasi del sangue che portano alla parte tumorale, eliminando l'afflusso del sangue. Attraverso il vaso che alimenta il tumore viene inserita una specifica sostanza distruttiva (es. alcool concentrato). È disponibile anche il cosiddetto trattamento a radiofrequenza, in cui vengono inseriti degli elettrodi nel nucleo maligno e sarà il calore prodotto ad esercitare l’effetto dannoso.

L'attento monitoraggio e cura del malato idealmente è un vero e proprio lavoro di squadra: ne prendono parte: il gastroenterologo/epatologo/medico di medicina interna, l’oncologo, uno specialista in radioterapia, il radiologo invasivo, e spesso partecipa anche un dietista e lo psicologo.

La prognosi dell'HCC

L'esito della malattia dipende dall'estensione del cancro, dalla sua posizione all'interno dell’organo, dallo stadio, dalla gravità della malattia epatica associata, dalle condizioni generali e dalle comorbilità del paziente. Tutto ciò determina quale terapia deve essere preso in considerazione, il che determina in larga misura le possibilità di sopravvivenza del paziente.

Tumore al fegato aspettative di vita: Sfortunatamente, il cancro (HCC) spesso viene rilevato tardi, pertanto le possibilità di sopravvivenza per i pazienti diagnosticati non sono molto buone. Attualmente, la sopravvivenza di 5 anni è di circa il 18%.

Con tumore al fegato si guarisce? Come mostrano i dati di cui sopra, un attento follow-up, controlli medici regolari sono essenziali, poiché in generale, una malattia grave prima viene diagnosticata più è probabile che ci si possa aspettare un esito migliore.

Tumore epatico metastatico

Con un tumore al fegato quanto si vive? A seconda dello stato di compromissione. Le metastasi sono i tumori maligni provenienti da altri organi. Queste si verificano spesso in più forme focali. Può succedere che durante un esame ecografico di routine compaiano metastasi, e il tumore iniziale non sia noto.

Praticamente qualsiasi cancro può metastatizzare al fegato, ma i più comuni ad esempio sono:

  • seno
  • colon, retto,
  • esofago,
  • stomaco,
  • rene,
  • polmone,
  • pelle,
  • ovaie, utero,
  • pancreas.

Il trattamento del carcinoma epatico metastatico è nella maggioranza dei casi palliativo. Gli strumenti terapeutici sono gli stessi di quelli primari. La prognosi in presenza di metastasi è marcatamente sfavorevole.

Fonti:

https://www.uptodate.com/contents/hepatic-hemangioma?search=hepatic%20tumor&topicRef=3575&source=see_link
https://www.uptodate.com/contents/approach-to-the-adult-patient-with-an-incidental-solid-liver-lesion?search=hepatic%20tumor&source=search_result&selectedTitle=1~150&usage_type=default&display_rank=1
https://www.uptodate.com/contents/clinical-features-and-diagnosis-of-hepatocellular-carcinoma?search=hcc&source=search_result&selectedTitle=2~150&usage_type=default&display_rank=2
https://www.uptodate.com/contents/epidemiology-and-risk-factors-for-hepatocellular-carcinoma?search=hcc%20prognosis&source=search_result&selectedTitle=6~150&usage_type=default&display_rank=6
https://gco.iarc.fr
https://www.medscape.com/answers/197319-39201/what-is-the-prognosis-for-hepatocellular-carcinoma-hcc
https://www.healthline.com/health/liver-metastases#causes

Fonti delle immagini:

https://www.genetex.com/Research/Overview/tumor-markers/liver-cancer-markers
https://www.letsmd.com/blog/what-is-liver-cancer-and-its-signs-and-symptoms/
 

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