Dr. Tóth Sára Rebeka Autore: Dr. Tóth Sára Rebeka Belgyógyász

Tumori del fegato

Sui tumori del fegato in generale:

In quest’articolo vedremo quali sono i tumori del fegato sia benigni che maligni, come vengono diagnosticati, quali sono i sintomi e i trattamenti utilizzabili, e parliamo di dati statistici anche riguardo la sopravvivenza.

Il fegato è il secondo organo più grande dopo la pelle. Il suo funzionamento è fondamentale, è responsabile della disintossicazione dell’organismo, ed è importantissimo per l’elaborazione dei nutrienti in quanto produce la bile e molti enzimi necessari per la digestione.

Tra le cause oncologiche il tumore legato a questo organo è la terza causa di morte dopo il cancro ai polmoni e allo stomaco, ed è il più frequente tra coloro che sono affetti dal virus dell’epatite B e C. I tumori coinvolgono gli epatociti, i vasi o le vie biliari.

In Italia il cancro al fegato ha un'incidenza di 20 casi su 100000 abitanti, che è una situazione intermedia rispetto a quella mondiale. Ogni anno circa i due terzi dei nuovi casi è tra gli uomini, e un terzo tra le donne.

Secondo le statistiche i tumori maligni prevalgono su quelli benigni. Tra le neoplasie epatiche, distinguiamo il tumore primitivo che si sviluppa nel fegato, e tumore metastatico che ha origine in altri organi.

Tumore benigno al fegato: sintomi

I tumori benigni di solito vengono scoperti da un'ecografia fatta per altri motivi. Generalmente infatti sono asintomatici, solo quelli grandi sono accompagnati dal dolore o da disagio addominale; mentre le eventuali complicazioni causano sintomi gravi.
Possono essere differenziate da diverse tipologia di immagini addominali: in alcuni casi l'ecografia è sufficiente, ma può essere necessario eseguire l'esame TC, RM. In caso di incertezza, si considera anche il campionamento istologico.

La separazione dei tumori benigni dal cancro maligno è estremamente importante, poiché devono essere trattati e seguiti secondo regole professionali completamente diverse. Tumore al fegato sintomi:

Emangioma: è benigno di origine vascolare, considerata la più diffusa tra i vari tipi di neoplasie epatiche (prevalenza: 0,4-20%). La sua dimensione è variabile,a volte è solo di pochi millimetri, ma può crescere fino a 10-20 cm. E’ più comune nelle donne. L’estrogeno le fa crescere, quindi la terapia ormonale e la gravidanza possono influenzarla. Di solito non dà disturbi, quando è grande (> 10 cm), può causare un lieve dolore o fastidio nella parte destra dell’addome. Raramente può rompersi, causando sanguinamento e coaguli, che possono causare un dolore improvviso e più intenso.
Di cure speciali o di rimozione chirurgica necessita solo raramente.

Iperplasia nodulare focale (FNH): le neoformazioni epatiche benigne sono più comuni nelle donne. Mostra un'immagine caratteristica (cicatrici a forma di stella). Prevalenza: tra 0,3-3%. Secondo alcuni studi il loro sviluppo potrebbe essere associato all'uso di pillole anticoncezionali, ma al momento questo non è chiaramente dimostrata. Raramente provoca sintomi, non diventa maligna e non richiede nessuna terapia particolare.

Adenoma epatico: si verifica principalmente nelle donne ed è associato all’assunzione di contraccettivi, dovuto agli effetti estrogenici. Di solito è asintomatico e causare disturbi addominali solo quando è di dimensioni maggiori. Può rompersi e sanguinare, il che può provocare una catastrofe addominale acuta. La loro degenerazione maligna è possibile, per questo richiede un attento monitoraggio e in alcuni casi la rimozione chirurgica è giustificata.

TUMORI DEL FEGATO CHE SIMULANO UN PROCESSO MALIGNO

Noduli rigenerativi: si verificano principalmente dopo la guarigione dal virus dell’epatite o nella cirrosi epatica. È importante differenziarli dal tumore del fegato maligno. I noduli stessi non richiedono una cura speciale.
Cisti: sono comuni anche nel fegato, soprattutto sopra i 50 anni. Sono per lo più asintomatici e non richiedono trattamento. Per le cisti grandi, viene presa in considerazione l'aspirazione ecoguidata.
Cisti causati da infezione parassitaria (Echinococcus): la propagazione è simile a un carcinoma, il trattamento è complesso (chirurgico e farmacologico).
Ascesso: può svilupparsi a seguito di una grave infezione batterica o parassitaria. Oltre ai farmaci (terapia antibiotica o antiparassitaria mirate), è spesso necessaria la chirurgia.

Tumore maligno ("tumore al fegato primario", carcinoma epatocellulare, HCC)

Tumore al fegato maligno, cancro al fegato

Incidenza di HCC, dati epidemiologici

È relativamente comune in tutto il mondo (secondo i dati dell'OMS, era il 7° tumore maligno più diffuso nel 2020), che si sviluppa sovente in una malattia epatica cronica già preesistente. Ne consegue che si trova nelle aree in cui anche l'epatite virale è più comune.
Secondo l'OMS, nel 2020 sono stati diagnosticati più di 900.000 casi in tutto il mondo, con il numero più alto in Asia (72,5% dei casi, ovvero quasi 610.000 pazienti), ma anche in Europa i casi erano più di 82.000. Si verifica un po’ più spesso tra gli uomini.

L’origine e i fattori di rischio dell'HCC

Lo sviluppo del tumore del fegato maligno è un processo lungo e complicato in più fasi. Nell'80-90% dei casi si sviluppa nel fegato cirrotico (trasformato da tessuto connettivo).

Fattori di rischio:

Quadro clinico e sintomi tumore al fegato HCC

Il tumore stesso in genere è asintomatico, e il più delle volte il quadro clinico è dominato della malattia epatica cronica sottostante.

Quando la condizione del paziente epatico precedentemente stabile improvvisamente inizia a deteriorarsi, ciò indica un processo maligno. Si verifica una significativa perdita di peso, compare la febbre, la debolezza aumenta, si sviluppa (o aumenta) l’ittero e anche i parametri di laboratorio mostrano una progressione.

Dolore addominale, disagio, gonfiore, nausea e vomito si verificano nei tumori grandi. A causa delle dimensioni grandi, esso può premere sul diaframma, causando mancanza di respiro..

Sintomi del cancro maligno del fegato

La diagnosi di hcc, test, esami e trattamenti

I pazienti con malattia epatica cronica devono essere attentamente monitorati e devono sottoporsi regolarmente ad alcuni test (di laboratorio, di immagini addominali, di risonanza magnetica).
I tumori si sviluppano anche in un fegato sano, ma questo si dà raramente.

Quali esami può aspettarsi il paziente?

Registrazione di anamnesi e dei sintomi: si presta particolare attenzione a  malattie epatiche eventualmente già esistenti, e all'uso di sostanze (alcol, droghe).
Esame obiettivo: in particolare della regione addominale, della pelle. Nel caso di un cancro al fegato di grandi dimensioni, o se l’organo è molto ingrossato le irregolarità sono palpabili. Tipicamente si verificano: ittero, ascite anormali e proliferazioni vascolari simili a ragnatele o meduse. La pelle può essere edematosa in tutto il corpo, con sanguinamenti minori.
Prelievi di sangue, test di laboratorio: il livello del marcatore tumorale AFP (alfa-fetoproteina) è sovente elevato nei tumori del fegato maligni (ma può essere elevato anche nei tumori epatici non specifici, e in altre malattie). L'AFP ha una sensibilità all'HCC di circa il 60% e una specificità di circa l'80%. L'AFP è utilizzato per monitorare l'efficacia di una terapia tumorale già mirata o per valutare sospette recidive.
I livelli degli enzimi epatici (bilirubina, GOT, GPT, GGT, ALP) nel caso di tumore del fegato sono elevati, quelli delle proteine ​​invece possono diminuire, mentre il tempo di coagulazione può prolungarsi, e i livelli di ammoniaca aumentano.
Esami per immagini: ecografia, esame TC/RM con mezzo di contrasto. La TC/RM è utilizzata per visualizzare l'estensione del carcinoma stesso e per valutare se ci sono metastasi vicine o lontane nel corpo.
Prelievo di tessuto (biopsia epatica): simultaneamente viene utilizzata per prelevarne un campione, che viene poi esaminato. Una diagnosi istologica accurata è fondamentale per tutti i carcinomi, poiché in molti casi ciò impone un’ulteriore cura specifica.

Opzioni per il trattamento dell'HCC

Sono a disposizione varie possibilità di trattamento oncologico complesse, che includono terapia chirurgica, farmacologica (chemio) e radioterapia. La decisione che riguarda la scelta della terapia di ogni singolo paziente, viene presa - in base allo stadio del tumore del fegato e gli esami istologici, alle condizioni generali dei pazienti, e alle sue altre malattie coesistenti - dal comitato oncologico costituito da diversi specialisti.

Soluzione chirurgica: si tratta della rimozione chirurgica della parte del fegato canceroso. L'estensione della resezione dipende dalle dimensioni e dalla posizione del tumore e, se necessario, viene rimosso anche un intero lobo. Purtroppo, solo in un piccolo numero di pazienti è possibile ricorrere alla soluzione chirurgica, perché il tumore viene spesso rilevato in ritardo (o quando il grado di avanzamento è già troppo elevato, e le metastasi sono troppo distanti) oppure il fegato a causa delle malattie di base è "troppo malato" per essere preso in considerazione un trapianto.

Terapia farmacologica antineoplastica (chemioterapia): è utilizzata sovente in aggiunta al trattamento chirurgico, o da sola. Molte volte, nei casi avanzati, è considerata solo una soluzione palliativa (non duratura, solo sintomatica). Ormai esiste un metodo in cui gli agenti chemioterapici che distruggono il tessuto tumorale vengono introdotti non nella circolazione sistemica ma nei vasi sanguigni che portano al tumore stesso. In questo modo l'effetto del farmaco chemioterapico è potenziato localmente, e allo stesso tempo causa meno effetti collaterali generali.
Ora è già disponibile un nuovo tipo di farmaco antitumorale (farmaci che ostacolano la formazione dei vasi) che inibisce specificatamente la formazione e la crescita dei vasi sanguigni i quali lo alimentano, in modo che le cellule tumorali non ricevano abbastanza sangue e ossigeno, e non possano crescere e quindi muoiono.

Radioterapia: in questo cancro viene usata poco.

Altre terapie: includono la legatura dei vasi del sangue che portano alla parte tumorale, eliminando l'afflusso del sangue. Attraverso il vaso che alimenta il tumore viene inserita una specifica sostanza distruttiva (es. alcool concentrato). È disponibile anche il cosiddetto trattamento a radiofrequenza, in cui vengono inseriti degli elettrodi nel nucleo maligno e sarà il calore prodotto ad esercitare il suo effetto dannoso.

L'attento monitoraggio e cura del malato idealmente è un vero e proprio lavoro di squadra: vi possono prendere parte un gastroenterologo/epatologo/medico di medicina interna, un oncologo, uno specialista in radioterapia, un radiologo invasivo, e spesso partecipa anche un dietista e uno psicologo.

La prognosi dell'HCC

L'esito della malattia dipende dall'estensione del cancro, dalla sua posizione all'interno dell’organo, dallo stadio, dalla gravità della malattia epatica associata, dalle condizioni generali e dalle comorbilità del paziente. Tutto ciò determina quale terapia può essere preso in considerazione, il che determina in larga misura le possibilità di sopravvivenza del paziente.

Tumore al fegato aspettative di vita: Sfortunatamente, il cancro (HCC) viene rilevato tardi nella stragrande maggioranza dei casi, quindi le possibilità di sopravvivenza per i pazienti diagnosticati non sono molto buone. Attualmente, la sopravvivenza di 5 anni è di circa il 18%.

Con tumore al fegato si guarisce? Come mostrano i dati di cui sopra, un attento follow-up, controlli medici regolari sono essenziali, poiché in generale, una malattia grave prima viene diagnosticata più è probabile che ci si possa aspettare un esito migliore..

Tumore epatico metastatico

Con un tumore al fegato quanto si vive? Le metastasi nel fegato di tumori maligni di altri organi sono molto comuni. Questi si verificano spesso in più forme focali. Può succedere che durante un esame ecografico di routine compaiano metastasi epatiche, e il tumore iniziale non sia noto.

Praticamente qualsiasi cancro può metastatizzare al fegato, ma i più comuni sono:

  • seno
  • colon, retto,
  • esofago,
  • stomaco,
  • rene,
  • polmoni,
  • pelle,
  • ovaie, utero,
  • pancreas.

Il trattamento del carcinoma epatico metastatico è nella maggioranza dei casi palliativo. Gli strumenti terapeutici sono gli stessi di quelli primari. La prognosi in presenza di metastasi è marcatamente sfavorevole.

Fonti:

https://www.uptodate.com/contents/hepatic-hemangioma?search=hepatic%20tumor&topicRef=3575&source=see_link
https://www.uptodate.com/contents/approach-to-the-adult-patient-with-an-incidental-solid-liver-lesion?search=hepatic%20tumor&source=search_result&selectedTitle=1~150&usage_type=default&display_rank=1
https://www.uptodate.com/contents/clinical-features-and-diagnosis-of-hepatocellular-carcinoma?search=hcc&source=search_result&selectedTitle=2~150&usage_type=default&display_rank=2
https://www.uptodate.com/contents/epidemiology-and-risk-factors-for-hepatocellular-carcinoma?search=hcc%20prognosis&source=search_result&selectedTitle=6~150&usage_type=default&display_rank=6
https://gco.iarc.fr
https://www.medscape.com/answers/197319-39201/what-is-the-prognosis-for-hepatocellular-carcinoma-hcc
https://www.healthline.com/health/liver-metastases#causes

Fonti delle immagini:

https://www.genetex.com/Research/Overview/tumor-markers/liver-cancer-markers
https://www.letsmd.com/blog/what-is-liver-cancer-and-its-signs-and-symptoms/
 

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